La storia
La storia di Ai 300 scalini inizia nel 2014, quando Teatro dei Mignoli entra in un’ area verde collinare di circa 1 ettaro nominata “Orti di Villa Puglioli”, situata nel cuore del Parco del Pellegrino, a due passi dal celebre santuario di San Luca, simbolo della città di Bologna.
All’epoca lo spazio si trovava in stato di completo abbandono da tanti anni. Dentro, nascosti tra i rovi infestanti, c’erano: una vigna secolare infestata, lo scheletro di una serra andato a fuoco, rifiuti, residui dei vecchi utilizzi come baracche o cisterne arrugginite…
I capisaldi
Di fronte a tutto questo spazio, e a tutto questo lavoro da fare affinché lo spazio potesse tornare a essere attraversabile, i capisaldi erano pochi ma fondativi:
la convinzione che coltivare la terra e fare teatro non fossero attività opposte o antitetiche, quanto invece “rizomi dello stesso ecosistema”;
il sentire bisogno che un’area collinare abbandonata tornasse/diventasse un’area attraversata da chiunque, senza restrizioni, perché la collina e il verde sono un diritto di tutte e di tutti, specialmente di chi abita in mezzo al cemento;
l’entusiasmo di “ridare” braccia all’agricoltura, e di farlo in comunità, ispirandosi alle tradizioni contadine di collaborazione e condivisione.
La rinascita
Dopo pochi mesi dal primo ingresso, e dopo le primissime opere di rigenerazione dell’area, si stava già preparando la terra per i primi orti comunitari, costruendo il primo forno a legna assieme all’eco villaggio di Granara, assemblando le assi per il primo piccolo palcoscenico.
Dopo il primo anno Teatro dei Mignoli contava più associati di quanti ne avesse mai avuti.
La prima rassegna culturale Estate Ai 300 scalini del 2015 fu a generatore di corrente con spettatori arrivati via passa parola.